lunedì 6 aprile 2009

Testamento biologico, i medici si dicono preoccupati e chiedono una ‘pausa di riflessione’

Pubblicato da redazione


I medici italiani chiedono una “doverosa pausa di riflessione” sul testamento biologico, prima di proseguire nell’iter parlamentare.

In modo da “consentire lo sviluppo di un confronto nella societa’, che aiuti il Parlamento a dispiegare su questa materia cosi’ intima e delicata”. La richiesta arriva dal Comitato centrale della Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), riunito a Roma, che “ha ritenuto di dover far sentire la propria voce – si legge in una nota – dopo l’approvazione da parte del Senato, del disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento”.

I camici bianchi sono preoccupati, in particolare, per il carattere non vincolante della dichiarazione anticipata del malato sulla possibilita’ di interrompere alimentazione e idratazione artificiale. Atti che, ribadiscono, sono di competenza medico sanitaria.

“Il testo – si legge nel documento approvato dai medici – sara’ oggetto di un’approfondita valutazione in ragione dei principi e delle indicazioni contenute nel nostro Codice deontologico, che rappresenta il punto di equilibrio di sensibilita’ e culture differenti, nel pieno rispetto delle regole costituzionali fondanti la nostra comunita’ civile”.

Nel documento approvato dai vertici degli Ordini dei medici si ribadisce che “nutrizione e idratazione artificiali sono, come da parere pressoche’ unanime della comunita’ scientifica, trattamenti assicurati da competenze mediche e sanitarie”. Inoltre “l’autonomia decisionale del paziente, che si esprime nel consenso o dissenso informato, rappresenta l’elemento fondante della moderna alleanza terapeutica al pari dell’autonomia e della responsabilita’ del medico. In questo equilibrio, alla tutela della liberta’ di scelta del paziente deve corrispondere la tutela della liberta’ del medico, in ragione di scienza e coscienza (obiezione)”.

I camici bianchi sottolineano l’importanza del rapporto ‘esclusivo’ con il paziente, basato su liberta’ e responsabilita’ che “esprime l’autentico e moderno ruolo professionale e civile del medico nell’esercizio delle sue funzioni di tutela”. Per quanto riguarda poi gli stati vegetativi, “anche alla luce di un dibattito tecnico-scientifico talora contraddittorio – prosegue la Federazione degli Ordini – riteniamo che le attuali conoscenze diagnostiche, prognostiche, terapeutiche ed assistenziali richiedano ulteriori approfondimenti, anche mediante la predisposizione di studi osservazionali coordinati in modo da garantire l’esercizio delle scelte piu’ appropriate sia del paziente sia del medico”.

Infine, “una questione fondamentale – si legge nel documento – e’ rappresentata dalla predisposizione di una rete efficace ed accessibile di servizi di sostegno alle famiglie impegnate nel ruolo di assistenza”.

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