
Mantenere una vita sessuale regolare dopo un attacco di cuore non comporta rischi di ricadute.
Secondo quanto stabilito da una ricerca svolta dall’Università di Chicago e presentata al congresso dell’American Heart Association, i timori che l’attività sessuale possa nuocere alla salute di un infartuato sono assolutamente infondati.
Fare l’amore non aumenta il rischio di problemi cardiaci ma, al contrario, aiuta a mantenersi in forma.
Questa è la conclusione dello studio, condotto dalla ginecologa e sessuologa Stacy Tessler Lindau, su un campione di 1600 soggetti, al fine di stabilire la presenza o meno di un legame tra cuore e sesso.
Da quanto emerso, circa il 30% degli uomini e il 40% delle donne con questa infelice esperienza clinica alla spalle decide autonomamente di sottoporsi ad astinenza, parziale o addirittura totale. A spingerli sono forti paure, condivise anche dal partner, oltre che a comprensibili cambiamenti d’umore.
Solo un limitato numero di persone chiede il parere del medico o cardiologo, i quali, fatta eccezione per situazioni particolari, concedono solitamente il via libera.
Il concetto di base è semplice: lo sforzo richiesto dall’atto sessuale corrisponde all’incirca a quello necessario per fare due rampe di scale o dell’esercizio moderato; se non si soffre di un eccessivo affaticamento durante tali attività, allora nemmeno trascorrere dei momenti di piacere con il partner sarà un problema.
La dottoressa Lindau, in conclusione, dichiara che maggiori responsabilità dovrebbero essere assunte dai medici nello spiegare con chiarezza ai pazienti che il rischio di un secondo infarto a causa del sesso è assolutamente minimo, quasi nullo.

